Se il Kazakistan chiama la Puglia
Un tour fra Bari e Brindisi – L’ambasciatore Yelemesson: «Le piccole imprese vengano in consorzio a investire da noi»
17/05/2014

FELICE DE SANCTIS

BARI - Interessanti prospettive di investimento per le piccole e medie imprese pugliesi in Kazakhstan, Paese transcontinentale a cavallo tra Europa e Asia, confinando a nord con la Russia e ad est con la Cina e che quindi si propone come cerniera fra i due continenti. E’ questa la forza strategica del Kazakhstan che ha avuto una crescita vertiginosa negli ultimi anni: nel 2011 ha toccato il 7,5% e nel 2013, pur riducendosi al 5,1%, rappresenta comunque un dato significativo se rapportato a quello italiano di appena lo 0,1% e perfino confrontato con quello tedesco del 2,3%.
L’Italia è uno dei principali partner economico-commerciali del Kazakhstan. Siamo il secondo Paese delle esportazioni kazake (petrolio e gas in larghissima parte) con una quota del 18% sul suo interscambio totale, secondi solo alla Cina. L'Italia continua infatti ad essere il secondo Paese esportatore in Kazakhstan dopo la Germania in ambito UE ed il sesto in assoluto, con oltre 900 milioni di euro di export nel 2012 (oltre il 70% di tutto l' export in Asia Centrale), quasi quintuplicato in 10 anni. Nel 2013 il commercio con l’Italia ha toccato i 16,2 miliardi di dollari.
L'Italia ha svolto in Kazakhstan, negli anni immediatamente successivi alla sua indipendenza (1991), un ruolo da pioniere, prima con Eni, per il quale il Kazakhstan rimane strategico, che ha trainato con sé numerose piccole e medie imprese del settore "oil and gas", ma anche, in seguito, con le nostre imprese del settore infrastrutturale come il Gruppo Salini, i cui progetti nel Paese corrispondono, secondo i dati di ANCE (rapporto sull'anno 2012), ad oltre il 40% di tutte le commesse in Asia aggiudicate a società italiane per lavori ancora in corso - Italcementi, Renco ed altre ancora. Attualmente operano in Kazakhstan 318 joint-venture italo-kazake.
Questi dati ci permettono di conoscere meglio questo Paese destinato ad avere un ruolo importante nella bilancia commerciale italiana, ma anche pugliese, come conferma la visita dell’ambasciatore di Astana (la capitale) Andrian Yelemesson a Bari e Brindisi per presentare ai nostri imprenditori il suo Paese e le possibilità di investimento, ma anche, come ha detto alla Gazzetta, di conoscere la nostra regione per accrescere le possibilità di collaborazione economica.
Il territorio pugliese è costituito da piccole e medie imprese, ritiene che ci siano per loro opportunità di investimento in Kazakhstan?
«Sicuramente, anche perché è proprio di queste imprese che abbiamo bisogno, accanto a quelle grandi già presenti come l’Eni. Importanti per il nostro Paese sono quelle delle biotecnologie come di tutti i settori avanzati tecnologicamente, rilevanti sono anche l’industria agroalimentare, l’energia pulita le nanotecnologie, la robotica, la geologia l’ingegneria genetica in agricoltura e la tecnologia aerospaziale e la Puglia possiede molte di queste risorse. Da noi sono in forte crescita le esportazioni italiane del settore luxury (abbigliamento, calzature, arredo) di cui la Puglia è ricca. Ma siamo interessati anche a interscambi turistici, considerato che è aumentata la capacità dei nostri cittadini a viaggi all’estero. Certamente è necessario che queste imprese si consorzino per avere una penetrazione più efficace. Per quanto riguarda le grandi aziende del vostro territorio stiamo approfondendo la possibilità di insediamento di ben 70 ettari di serre di un grosso e importante Gruppo florovivaistico che ci permetterà di ridurre il nostro export dall’Olanda e creare altri posti di lavoro in un settore completamente nuovo per noi. Il Kazakhstan fino all’indipendenza del 1991 era un paese povero, ma grazie alla politica del nostro presidente Nazarbayev oggi siamo fortemente in crescita come dimostrano i dati del Pil. La stabilità politica aiuta gli investimenti in un Paese è un laboratorio di convivenza di 17 milioni di abitanti divisi in 140 etnie e 20 religioni. La disoccupazione, pur indicata al 5% in pratica non esiste, perché quasi tutti lavorano e i nostri giornali sono pieni di annunci di richieste di lavoro».
Quali vantaggi avrebbero le nostre aziende ad investire nel suo Paese?
«Sicuramente di tipo doganale grazie al nostro mercato senza frontiere con la Russia e la Bielorussia che insieme fanno milioni di potenziali consumatori. Poi ci sono 10 zone economiche speciali (Zes), praticamente delle zone franche con tassazione agevolate con esenzioni delle  imposte del reddito aziendale e di quelle fondiarie e sulla proprietà, senza tasse per 10 anni sul diritto all’uso del suolo. Da noi l’Iva è al 12%, ma per gli investimenti esteri può ridursi notevolmente. Abbiamo uno sportello unico per le imprese e i nostri istituti statali sono attrezzati per assistere gli imprenditori italiani soprattutto nella creazione di società miste, per le quali le agevolazioni fiscali saranno maggiori. Teniamo presente che l’Italia rappresenta per noi il terzo partner commerciale dopo la Russia e la Cina. Con il corridoio di sviluppo Transeuroasitico puntiamo a ricreare la via della seta e fare da cerniera tra Europa e Asia, non abbiamo uno sbocco al mare, ma con questo corridoio possiamo avere e offrire grandi opportunità economiche e commerciali. Dal 21 al 23 maggio in Kazakhistan ci sarà la seconda conferenza mondiale anticrisi  G-Global sotto l’egida dell’Onu, nel 70° anniversario degli accordi di Bretton Wood, mentre dal 10 giugno al 10 settembre 2017 ad Astana si terrà l’Expo 2017 grande vetrina mondiale dedicata al futuro dell’energia».
Un’ultima battuta sulla vicenda Shalabayeva la moglie del dissidente kazako Mukhtar Ablyazov. Può considerarsi conclusa per voi questa antipatica storia che ha creato qualche problema negli ottimi rapporti fra l’Italia e il Kazakhstan?
«Per noi il problema non esiste, è un caso solo per i giornali italiani. Per noi quell’uomo è un criminale che ha rubato ed è scappato. La moglie ha raccontato bugie, ma per noi il problema è chiuso, siamo abituati a voltare pagina e ad andare avanti, la faccenda non ci interessa, né pensiamo a ritorsioni di alcun tipo. Capitolo chiuso».
Insomma, grandi opportunità per gli investitori pugliesi di conoscere un mercato giovane, soprattutto grazie ai buoni rapporti già esistenti con aziende di eccellenza nell’agriturismo, abbigliamento e del lusso in genere, come ha sottolineato Mario Laforgia, presidente Aicai (Assistenza imprese commerciali e industriali) che ha promosso l’incontro per favorire l’internazionalizzazione delle imprese attarverso consorzi e contratti di rete, soprattutto ora che il mercato domestico non offre molte possibilità di sviluppo.

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La Gazzetta del Mezzogiorno – 17.5.2014

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