Grimaldi Napoli: autostrade del mare presto ci sarà la via Adriatica
EUROMED/ Il gruppo armatoriale lamcia un’Opa sulla finlandese Fin Lines
29/01/2011

17/11/2006

Dal nostro inviato
NAPOLI - “Obiettivo dell'Italia, in linea con le direttive europee è quello di sottrarre sempre più traffico merci dalla strada per trasferirlo sul mare, soprattutto nelle distanze superiori ai 400 chilometri”, lo ha detto a Napoli il vice ministro dei Trasporti con delega ai porti, Cesare De Piccoli. Il progetto pubblico si lega perfettamente con quello portato avanti da anni dal Gruppo Grimaldi Napoli che ha investito finora ingenti capitali per questo obiettivo. Ed è stato l'amministratore delegato del Gruppo, dott. Emanuele Grimaldi a ribadire questa scelta imprenditoriale nel corso della decima Convention euromediterranea, appuntamento internazionale sul trasporto marittimo, organizzato quest'anno a Napoli a Castel dell'Ovo.
Le cosiddette autostrade del mare, i trasporti marittimi a corto raggio (Short Sea Shipping) vanno perciò, sempre più imponendosi nei programmi europei per evitare quel fenomeno definito dal commissario europeo Jean Trestor “colli di bottiglia che rischiano di strozzare le comunicazioni del Vecchio Continente”. La preoccupazione maggiore è che l'allargamento della Ue ai Paesi dell'Europa orientale possa determinare il collasso del sistema dei trasporti in quella occidentale. Ecco perché De Piccoli ha espresso la necessità di “portare avanti urgentemente il progetto delle autostrade del mare sia attraverso leggi ad hoc, sia utilizzando una serie di incentivi basati sull'eco-bonus e limitati nel tempo per colmare gli squilibri esistenti tra le vie marittime e quelle esistenti nei comparti ferroviario e stradale”. La scelta delle autostrade è perciò prioritaria perché favorisce il decongestionamento del traffico, rispetta l'ambiente evitando emulsioni di gas di scarico che accrescono l'effetto serra e permette un risparmio sia in termini di costi del trasporto che una riduzione drastica degli incidenti stradali e della conseguente mortalità. Insomma, uno sviluppo sostenibile nel quale i privati come il Gruppo Grimaldi sono impegnati da tempo – hanno sottolineato Guido (presidente) ed Emanuele Grimaldi (ad) della società amatoriale – pur nelle difficoltà della scarsa efficienza delle infrastrutture portuali. “La scelta della privatizzazione dei porti potrebbe essere una soluzione – ha sostenuto Grimaldi – noi abbiamo già puntato a questo obiettivo acquistando due porti in Svezia e in Nigeria, mentre stiamo investendo altri 600 milioni di euro per la costruzione nei cantieri italiani di sei nuovi traghetti. Il vice ministro De Piccoli ha sottolineato come Napoli sia una straordinaria piattaforma logistica a livello europeo, grazie anche all'interposto di Nola e al nascente asse ferroviario con Bari. A proposito delle Autostrade del mare, Grimaldi ha parlato del progetto del Gruppo di investire sulla linea adriatica, soprattutto se verranno adeguate alcune infrastrutture portuali. Infine, l'amministratore delegato del Gruppo ha dato notizia dell'Opa (offerta pubblica di acquisto) del colosso armatoriale finlandese Finn Lines che, insieme alla Nokia, rappresenta una delle blue chips più appetibili a livello internazionale "con l'offerta di 15,95 euro per azione e il 1° dicembre sapremo quante azioni avremo nel complesso”. E' un motivo di soddisfazione che protagonista di un'operazione di questa portata (l'investimento finanziario è di 270 milioni di euro, un progetto senza precedenti in Europa per un colosso che possiede oltre 50 navi Ro-Ro e Ro-passeggeri nei porti più estremi del Blatico con un network di rotte di comunicazione tra Germania, Finlandia, Svezia, Russia, Polonia, Regno Unito e Belgio) sia un Gruppo meridionale a riprova che anche al Sud ci siano aziende di eccellenza in grado di realizzare operazioni finanziarie di questi livelli. Del resto il Gruppo Grimaldi è leader nel settore ro-ro e possiede una flotta di 120 navi (tra proprietà e noleggiate) e dà lavoro ad oltre 7mila dipendenti, compresi i 2.200 della Finlines di cui con l'Opa punta ad avere il controllo.
La Gazzetta del Mezzogiorno - economia e finanza - 17.11.2006

Felice de Sanctis
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