Carta turistica, per difendersi dagli abusi
10/11/2001 9.19.00
Con l’avvicinarsi della stagione estiva, e già ora di cominciare a fare programmi per le vacanze, anche per ritrovarsi con soluzioni che non ci soddisfano in pieno. I cittadini degli altri Paesi europei sono abituati ad organizzarsi per tempo e programmano le ferie già nella stagione invernale. Gli italiani, invece, hanno fama di essere persone che decidono tutto nelle ultime ore, come ben sanno le agenzie di viaggio e gli stessi tour operator, costretti a fare salti mortali, restando col fiato sospeso fino all’ultimo per timore di non coprire i costi. Infatti, essi hanno l’obbligo di comprare alle borse del turismo internazionale pacchetti di camere «vuoto per pieno», cioè versando in anticipo la somma necessaria alla copertura dei posti, anche in caso di mancata vendita. E questo avviene con mesi di anticipo. Ma la vacanza è legata anche a possibili imprevisti che non sempre dipendono dalla volontà o dalla negligenza del passeggero. Quante volte ci è capitato di ricevere delle «sorprese» per qualche volo cancellato, per un albergo non gradito o addirittura per un imprevisto «tutto esaurito» e simili? Colpa dell’organizzazione, del tour operator, ma anche del sistema dei trasporti che nel nostro Paese lascia molto a desiderare e che spesso alle carenze strutturali aggiunge i disagi dovuti agli scioperi selvaggi. Ora questo caos sta per finire grazie all’arrivo della «carta del turista» che sarà emessa dal ministero dell’Industria e vedrà coinvolte, nella sua stesura, anche le associazioni dei consumatori. E’ quanto prevede la nuova legge sulla riforma del turismo (n.135/2001) pubblicata sulla Gazzetta ufficiale il 20 aprile scorso con la quale viene dato incarico al governo di emanare una serie di decreti di attuazione al fine di valorizzare e sviluppare il sistema turistico. Le associazioni dei consumatori dovranno essere sentite per l’emanazione di una nuova disciplina delle strutture ricettive sugli standard minimi di qualità delle camere di albergo e dei servizi offerti, con riferimento ai criteri di classificazione, ovvero le «stelle» che attualmente sono attribuite dalle Regioni e la cui corrispondenza ai servizi varia notevolmente da zona a zona. La «carta» sarà redatta in quattro lingue e conterrà tutte le informazioni utili al turista, anche dal punto di vista legale: dalle procedure di conciliazione in caso di controversie, ai viaggi organizzati, ai diritti degli utenti del trasporto aereo, ferroviario e marittimo ecc. Verrà anche istituita la «Conferenza nazionale del turismo» con la partecipazione delle associazioni dei consumatori e con il compito di verificare l’attuazione della riforma e suggerire eventuali modifiche. Sempre in tema di trasporti, una maggiore garanzia ai diritti del cittadino verrà assicurata da un progetto di Regolamento comunitario che il Parlamento europeo ha già approvato in prima battuta e del quale si attende ora l’ulteriore iter legislativo. Le compagnie aeree dovranno risarcire anche i ritardi. «Ma sarà duro ottenere tale risarcimento - sostiene l’Unione nazionale consumatori - che potrà arrivare fino a 12 milioni di lire, ma le compagnie aeree potranno rifiutare di pagarlo se dimostreranno "di aver preso tutte le misure possibili" per evitarlo: una cosa facilissima». Altro dramma per chi viaggia in aereo è quello dello smarrimento o danneggiamento dei bagagli, un danno risarcito finora con somme irrisorie. Oggi, infatti il risarcimento è di 20 dollari a chilo (circa 45mila lire), fino a 20 kg (il peso massimo consentito) e quindi il massimo che si riesce ad ottenere è una somma tra le 900mila e un milione di lire. Ora, con la bozza di regolamento, è stato affrontato anche questo aspetto, con la previsione di un ritocco al risarcimento di 2,8 milioni di lire: non è tantissimo, soprattutto se i bagagli contengono capi d’abbigliamento di valore, ma è pur sempre un risarcimento più dignitoso del «rimborso spese» o del costo della valigia in caso di danneggiamento, come avviene oggi. Le nuove disposizioni ora dovranno essere confermate in seconda lettura dal Consiglio europeo e poi di nuovo dall’assemblea di Strasburgo e scatteranno su tutto il territorio Ue subito dopo la ratifica della convenzione internazionale di Montreal, forse già nel 2002. L’Europarlamento ha previsto che le nuove norme debbano essere affisse in tutti gli aeroporti europei, con cartelli che informino i passeggeri sul loro diritto a chiedere indennizzi in caso di ritardi, di perdita o di danneggiamento dei bagagli, ma anche per le situazioni più gravi: gli incidenti aerei. Finalmente i diritti del cittadino-passeggero potranno ottenere un giusto riconoscimento a conferma della maggiore attenzione che i vettori cominciano ad avere per chi paga tariffe non proprio economiche per un servizio, non sempre di qualità. A patto, però, che i tempi di attuazione del Parlamento europeo non siano «all’italiana».
Felice de Sanctis - La Gazzetta del Mezzogiorno
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