PERSONAGGI. Renato Soru, il signor Tiscali
10/02/2000 7.14.00
Lo chiamano ormai il "Signor Tiscali", il mago italiano del web, protagonista di una grande "rivoluzione" moderna in Borsa, che ha permesso al titolo che porta il nome della sua società di fare un balzo del 1.800 per cento. Renato Soru, nato a Sanluri, un piccolo paese della provincia di Cagliari 42 anni fa, laurea in Discipline economiche e sociali alla Bocconi, è l'uomo che ha sfidato Telecom e gli altri colossi del mondo delle telecomunicazioni e ha vinto sul mercato grazie ad una felice intuizione: offrire agli italiani l'accesso gratuito a Internet, dimostrando che anche con pochi soldi, ma nuove idee anche un piccolo imprenditore può sfondare e diventare miliardario in poco tempo. Il passo successivo è stato firmare l'accordo di interconnessione con Telecom Italia per la copertura dell'intero territorio nazionale, offrendo le tariffe più competitive del mercato per i servizi di telefonia fissa. "Vendere telefonate come se fossero dentifrici sui banchi di un supermercato", è stata questa la sua filosofia di successo. Il senso degli affari e del commercio lo apprende presto nel negozio di alimentari della mamma (che lui più tardi trasformerà in un supermercato, il primo della provincia) e il fiuto per il commercio lo porterà a fondare nel giugno del '97 la "Tiscali Spa", dal nome di un villaggio nuragico nascosto all'interno di una grotta sulle montagne di Oliena e Dorgali, che nel corso dei secoli sono servite da rifugio per il popolo sardo dagli assalti degli invasori e dove il silenzio ha sempre regnato sovrano per millenni. Strana origine per una società di telecomunicazioni partita con l'investimento iniziale di appena un miliardo (90% dello stesso Soru e 10% di Monteverdi) e a fine '98 aveva 2,5 miliardi di fatturato e 2,7 di perdite, mentre oggi ha raggiunto un valore in Borsa di 28mila miliardi: in termini di capitalizzazione più della Fiat e di Pirelli. Ma chi è questo fenomeno che in due anni ha sconvolto il settore delle telecomunicazioni, chi c'è dietro il suo incredibile successo? La storia di Renato Soru sembra quella di tanti giovani che finite le scuole superiori si guardano intorno per scegliere la strada del futuro. "Mio padre aveva la licenza media, mia madre neanche quella - ha raccontato recentemente - perché all'epoca mandare una figlia femmina a scuola sembrava uno spreco di tempo e di denaro. E così mio nonno, stufo di farsi ridere dietro dagli amici del paese, le fece interrompere gli studi alla fine della seconda media". Una grande voglia di riscatto lo porta a Milano: "Avevo appena terminato gli esami di maturità, ed ero in vacanza alla Maddalena. Per colpa di uno screzio con mio fratello decisi di tornare in autostop. Mi prese su un signore che per tutto il viaggio non fece altro che parlarmi di suo figlio: bravo, intelligente, appena iscritto a una prestigiosa università del Nord Italia. E io, per pura sfida gli dissi: io invece studio alla Bocconi. Tornato a casa, lo raccontai a mi padre. Due giorni dopo eravamo a Milano per l'iscrizione". Forte di quel fiuto commerciale ereditato dalla madre, Renato dopo la laurea trova lavoro in una delle prime società finanziarie e poi passa alla Cbi Merchant, Compagnia banche italiane. Nei primi anni Novanta lascia l'azienda e torna in Sardegna per occuparsi della costruzione di grandi centri commerciali. Ne realizza alcuni ad Oristano e Olbia e li rivende alla Standa. Ma la svolta decisiva deve ancora arrivare. E' il 1995 quando "scopre" Internet, all'epoca sconosciuto al grande pubblico. Ad "iniziarlo" è l'editore Niki Grauso che lo sceglie come partner per la distribuzione della sua "Video on line" nei Paesi dell'Est. Parte per Praga appena caduto il muro di Berlino e con una politica commerciale aggressiva basata su prezzi fortemente concorrenziali (un decimo degli altri) in 30 città delle Repubblica Ceca, la sua società "Czech on line" conquista il 45% del mercato Internet del Paese. Raggiunto anche questo risultato, il Bill Gates di Cagliari rivende tutto a un fondo chiuso di Deutsche Bank, Bers e Mitsubishi e torna in Italia. Ha già le idee chiare e in mente gli obiettivi da raggiungere: inserirsi nella liberalizzazione del mercato della telefonia. Tiscali nasce da qui, un colpo di genio che gli permette di presentarsi ai manager della Telecom con una proposta "provocatoria": l'interconnessione reciproca. Soru, invece di riconoscere all'ex monopolista un diritto fisso per le telefonate degli abbonati Tiscali che transitano sulla rete Telecom (Tiscali non possiede rete, ma opera come rivenditore), propone di pagare il 60% del costo di una chiamata urbana (35 lire) per ogni telefonata che parte da un utente Telecom che utilizza Tiscali per parlare con un altro utente Telecom. Soru però chiede di incassare il 60% per ogni telefonata che parte da un utente Tiscali. Sembra una follia. I dirigenti Telecom si guardano fra loro increduli: per loro è un affare, perché, pensano, che non esistendo ancora clienti Tiscali, prima che questi possano raggiungere un numero sufficiente, quello strano imprenditore sardo sarà già fallito. E accettano. Ma Soru ha già pronti migliaia di modem Tiscali che permettono di creare traffico telefonico in partenza dalle utenze Internet. Così lancia l'accesso gratuito alla rete (tanto a pagare è Telecom) ed è il successo. Ironia del destino a decretare il suo trionfo è proprio Telecom. "L'importante è avere buone idee e un po' di iniziativa - dice oggi - Tiscali è la dimostrazione lampante che anche un uomo di media intelligenza, proveniente da un'area disagiata dell'Italia, può combinare qualcosa di buono". Una lezione per tanti imprenditori.
Felice de Sanctis - La Gazzetta del Mezzogiorno
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