Fantozzi impara l'inglese e naviga in internet
14/07/2000 0.15.00
Vi immaginate il signor Fantozzi che parla inglese e naviga su Internet? Ebbene il nostro simpatico travet dovrà trasformarsi da burocrate mezzemaniche con l'inseparabile biro (unico segno di modernizzazione dopo il pennino) e la mitica macchina per scrivere "carro armato", in un moderno ed efficiente impiegato che si muove con disinvoltura nella "rete delle reti", dialoga in inglese con il suo collega di New York e si scambia le informazioni on line. Pena la disoccupazione a vita. E' questa la novità più significativa per i futuri aspiranti a un posto statale: senza inglese e computer non potranno nemmeno partecipare ai concorsi pubblici. Mancano poco più di due settimane al 2000, perciò per l'inizio del nuovo millennio occorrerà attrezzarsi adeguatamente con la conoscenza di almeno una lingua straniera, mentre l'inglese diventerà la nostra seconda lingua madre. Questa pur necessaria rivoluzione, rappresenta un ulteriore danno economico per gli italiani. L'inglese, infatti, studiato malissimo nelle scuole pubbliche, dovrà essere appreso attraverso l'iscrizione ad onerose scuole private. Stesso discorso per l'uso dei computer che, salvo qualche timida e insufficiente nozione scolastica, dovrà anch'esso essere studiato privatamente. E' un ulteriore colpo alla scuola pubblica incapace di essere al passo con i tempi, mentre le private, che pur pretendono la parificazione con quelle statali, sono già più attrezzate. Così, ancora una volta, ad essere privilegiate saranno le famiglie più ricche che possono permettersi le vacanze-studio a Londra, i computer dell'ultima generazione e i cui figli "chattano" magnificamente in Internet, dove sono capaci di scovare anche il-sito-che-non-c'è. Naturalmente si prevedono grandi affari per tutte le scuole private di inglese e di informatica. Un tempo per prepararsi al mitico "concorso magistrale" si doveva ricorrere al noto professore che, naturalmente "in nero", "arrotondava" il misero stipendio statale con laute lezioni private e, in qualche caso, assicurava anche la promozione. Oggi le cose non sono molto cambiate: al posto del professore milionario esentasse, ci sono scuole specializzate dove è possibile prendere la laurea "garantita". Basta pagare. E molto. E per il nostro povero Fantozzi, che già lavora da una vita e fra qualche anno dovrà andare in pensione? Dovrà chiedere un anticipo del Tfr per aggiornamento professionale, per eliminare quella "strozzatura" di cui parla Bassanini? Oppure diventerà un analfabeta di ritorno?
Felice de Sanctis - La Gazzetta del Mezzogiorno
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