Sindaco in ostaggio
15/11/2002 20.20.00
Un sindaco in ostaggio della sua maggioranza di centrodestra. Appare così oggi Tommaso Minervini (foto) dopo poco più di un anno di amministrazione. Nei matrimoni, secondo i soliti luoghi comuni, la crisi scoppia al settimo anno; nei governi verso la metà del mandato. Qui siamo in largo anticipo e la maggioranza è già in pezzi. Ad essere scontenti non sono i partiti minori, o meglio personaggi minori, perché non si può più parlare di riferimenti politici, ma solo personali. I vari Nappi e Azzollini sono stati accontentati con un piatto di lenticchie, anche Panunzio, in pratica, sommando tutti gli incarichi della “Minuto Srl”, non può lamentarsi. Lo fa la moglie consigliera comunale. Durante l’ultima riunione del consesso cittadino, in una delle solite “sospensioni” della seduta chieste della maggioranza, la bella Carmela ha lanciato urla che poco si addicono all’immagine di grazia e fair play che tenta di accreditare nell’opinione pubblica. Urla che si udivano fino in piazza Municipio. Non sappiamo l’oggetto del contendere, ma visto il motivo per cui la seduta era stata sospesa, il dibattito sulla piscina, potremmo ipotizzare che fosse intenta a difendere il fratello, istruttore dell’impianto natatorio e autore del “generoso” prestito gratuito delle attrezzature della palestra alla struttura comunale. Poco prima, infatti, i consiglieri di opposizione di centro-sinistra avevano chiesto di conoscere la graduatoria utilizzata per le assunzioni del personale alla piscina. Insomma, la piscina fa ancora discutere e gli articoli di Quindici che nello scorso numero ha dedicato all’impianto (che sta mostrando già i primi difetti) un’inchiesta giornalistica completa di diverse pagine con dati, cifre, interviste e commenti, ha spiazzato tutti provocando un mezzo terremoto nella maggioranza. Evidentemente l’inserimento di Pasquale Minuto fra gli istruttori non è gradito nemmeno alla maggioranza e la consigliera fa i “capricci” per difenderlo. Insomma, anche per la coalizione di centrodestra la famiglia Minuto appare “sovraesposta” nel Palazzo (non dimentichiamo che anche il padre Angelo è dipendente comunale). Ma lo scontro verte soprattutto fra i due partiti maggiori, Forza Italia e Alleanza Nazionale: quest’ultimo rivendica un ruolo meno marginale e una maggiore visibilità. A farne le spese è lo stesso sindaco Minervini che, secondo alcune malelingue, avrebbe già cercato di riprendere il dialogo con la sua vecchia sinistra. Egli si sente sempre più stretto e meno sicuro che in passato, anche se la legge oggi gli attribuisce ampi poteri. Ma, forse, oggi Tommaso si trova nella stessa situazione in cui aveva messo il sindaco dell’epoca Guglielmo Minervini, anche se lui, dalla sua, ha il conforto dei numeri con una maggioranza più ampia che in passato. Sembra che An abbia deciso di recuperare un ruolo di primo piano, dopo i primi mesi di amministrazione, durante i quali c’era la fretta “del fare”, per cui ha lasciato correre il sindaco senza briglie. Certo la torta da dividere è grossa, non ci sono ostacoli dall’opposizione, ridotta a una presenza simbolica dal punto di vista numerico, ma gli appetiti sembrano non essere appagati a sufficienza, anche perché esiste una pletora di clienti da accontentare. E per questi nessuna torta potrà mai essere sufficiente, né basteranno le poche poltrone rimaste. Anche le consulenze, pur abbondanti, non possono essere moltiplicate, soprattutto con una Finanziaria che si annuncia parecchio avara per gli enti locali. I nodi stanno venendo al pettine, insomma. Anche se non crediamo ad una crisi, né al colpo di teatro delle dimissioni del sindaco che lasciano il tempo che trovano. Ora, forse, con l’arrivo dei 54 milioni di euro (oltre 100 miliardi delle vecchie lire) per il porto (al quale dedichiamo il primo piano con una vera inchiesta giornalistica, come sempre, documentata e completa), si potrà accontentare qualche altro cliente. Il merito di questo finanziamento va tutto al sen. Azzollini di Forza Italia (anche se è giusto ricordare che il progetto del porto fu una valida intuizione dall’allora assessore regionale Lillino Di Gioia, che lo fece approvare e che è proseguito con le successive amministrazioni comunali). Il porto sarà sicuramente un altro business come le piscine, soprattutto se il Comune riuscirà ad ottenere dalla Regione la delega amministrativa per la costituzione di una società a capitale pubblico per progettare, realizzare e gestire lo scalo molfettese. L’opposizione, dal canto suo, già debole di per sé, si è ulteriormente indebolita dopo il passaggio di Benito Cimillo di “Democrazia europea”, se non proprio in maggioranza, fra i suoi simpatizzanti. Stesso discorso potrebbe farsi per Pietro Centrone dell’Unione di centro, distintosi nelle prime sedute per le critiche feroci alla maggioranza e oggi accontentato con la presidenza della commissione cultura. Insomma, una presidenza da sfoggiare in pubblico non si nega a nessuno, in un’Italia dove anche il titolo di presidente del condomino dà l’illusione di essere qualcuno e può lenire frustrazioni ataviche e voglia di riscatto. La forza di Tommaso, perciò, sta nella debolezza dei suoi avversari. Ma governare da oggi sarà molto più difficile e la strada si presenta sempre più in salita. QUINDICI - 15.11.2002
Felice de Sanctis
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