Parlato semplice su vecchi e potere. In studio anche il giornalista economico della «Gazzetta» Felice de Sanctis
Ieri e oggi alle 11.30 su Raitre
27/01/1994 22.13.00
Col passare degli anni diminuisce o aumenta il potere? Questo l’interrogativo che ha animato ieri «Parlato semplice», il programma di Raitre ideato e condotto da Gabriele La Porta (in onda alle 11.30). Dopo aver risposto all’interrogativo «I ricchi invecchiano meno e meglio?», si è cercato di approfondire un altro aspetto della vecchiaia: quello relativo al potere, inteso nella sua accezione più ampia, con la testimonianza di uno dei padri di questa Repubblica, il senatore a vita Francesco De Martino. A lui Felice de Sanctis (nella foto), giornalista economico della «Gazzetta del Mezzogiorno», ha chiesto se fosse ancora valida la vecchia battuta di Andreotti: «Il potere logora chi non ce l’ha», soprattutto per quei politici che, come l’ex presidente del consiglio Dc, ora sono fuori dalla stanza dei bottoni. De Martino ha detto che non tutti i politici sono uguali, ricordando la sua esperienza basata più sulla partecipazione alla vita politica per contribuire alla crescita e al futuro del Paese, che all’attività di governo in quanto tale. «Sono sempre rimasto legato ad un ideale - ha aggiunto - credevo in quelle idee e per esse mi sono battuto». Lo storico Giovanni De Luna ha, però, sostenuto che De Martino, come Vittorio Foa e qualche altro, rappresentano poche eccezioni, mentre i nostri uomini politici hanno sempre avuto un rapporto simbiotico col potere. Ma più che il potere, con gli anni si tende a perdere la propria identità. «La nostra società - ha messo in evidenza Felice de Sanctis - spinge l’uomo a definire la propria identità col suo lavoro e il suo salario. Andando in pensione la perde. Un ex meccanico non è più un meccanico, non è più nulla». Quindi il problema è soprattutto economico, secondo de Sanctis, cioè quello di venir fuori dall’attuale contraddizione che costringe, da un lato molti lavoratori al prepensionamento, mentre, dall’altro, - per ridurre il deficit previdenziale - si tende ad aumentare l’età pensionabile. Insomma, occorre trovare le giuste risorse economiche per gli anziani, senza ridurre lo stato sociale come ha sostenuto De Martino, ma tagliando gli sprechi e magari recuperando l’evasione fiscale. Ed è soprattutto il Sud, dove la maggioranza della popolazione vive con pensioni minime, a risentire di questa situazione, che rende più difficile invecchiare serenamente oppure costringe la gente a invecchiare anzitempo quando perde il posto di lavoro. E così si torna ancora una volta ad invocare l’intervento dello Stato che dovrebbe garantire redditi adeguati al costo della vita. Ma non è, forse, questo il tanto vituperato assistenzialismo? Nella trasmissione di ieri a Torino non poteva mancare la presenza... dell’avvocato Agnelli, che giocava in casa, simpaticamente interpretata dall’attore Felice Andreasi provocato da Gambarotta. Oggi «Parlato semplice» (con la «Gazzetta» sempre rappresentata da Felice de Sanctis) prosegue la sua indagine nel pianeta anziani con il tema «Quanto conta oggi l’esperienza?». La Gazzetta del Mezzogiorno - 27.1.1994
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