Donne al volante? I più bravi restano i maschietti
05/07/2003 14.54.00
«Donne al volante, pericolo costante», «Donne e motori, gioie e dolori», gli antichi detti popolari sono diventati ormai un luogo comune. A dimostrarlo sono è l’associazione delle compagnie assicuratrici (Ania) che, al di là dei pregiudizi, conferma che le donne sono garanzia di prudenza e affidabilità. E per questo riserva loro le polizze più vantaggiose. Sono lontani i tempi in cui (5 maggio 1809) venne data la patente alla prima donna, Mary Kies, americana, la quale dopo poche ore provocò quell’incidente, che dette origine al «pericolo costante». Oggi, secondo l’indagine sulla «sinistrosità» per sesso ed età, tra i 18 e i 40 anni, le donne sono decisamente più sicure degli uomini. I maschietti si prendono la rivincita in età più matura (tra i 45 e i 55 anni) quando la media aumenta in modo più marcato per le femminucce. Colpa della menopausa o dell’invecchiamento precoce? Eppure le donne, è scientificamente dimostrato, sono più longeve. Mistero. Le compagnie di assicurazione, ormai schierate in difesa, delle signore hanno una spiegazione: l’auto intestata alla mamma, viene usata dai figli, che sono notoriamente più portati agli incidenti. Ma la verità non sarà per caso un’altra: che tutte queste statistiche non hanno senso, perché le donne percorrono pochi chilometri, guidano meno degli uomini e quindi provocano meno sinistri? Allora non nascondiamoci dietro le statistiche: il primato della sicurezza (e dell’abilità di guida) l’abbiamo sempre noi. Parola di maschio.
Felice de Sanctis - La Gazzetta del Mezzogiorno
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