Pescatori, soli in un mare pieno di insidie
25/04/1995 11.53.00
«Il mare non è stato mai amico dell’uomo. Tutt’al più è stato amico della, sua irrequietezza», le parole di Conrad racchiudono una grande verità, il carattere degli uomini di mare, il loro umore inquieto come le onde, la loro gioia fu­gace come il vento. Ma ora il pescatore è più irrequieto del solito: ha paura, non del suo amico-nemico mare, non delle insidie della natura, ma di quelle dell’uomo, molto più pericolose. L’uomo di mare vive un dramma che si fa sempre più grande, il suo mestiere diventa sempre più difficile sempre più pericoloso. Ieri l’incognita era solo nel rischio di essere travolto dalle onde. Oggi si può morire anche ammazzati. Colpa della guerra interetnica nell'ex Jugoslavia, della ma­fia montenegrina, o di tanti misteri ancora irrisolti? L’Adriatico, ormai, è un mare di guerra, una guerra sotto casa per i pescatori di Molfetta. La loro attività non è più redditizia come una volta (an­che se il maggiore guadagno va ai pescivendoli, senza ri­schi per la vita e danni per la salute): occorre difendersi da episodiche incursioni di vibrioni, da dispersione di sostanze chimiche e perfino da periodiche voci di inquinamento, in un mare sempre più povero. Sono stanchi questi marinai, abituati a sfidare il mare ogni giorno, a trascorrere notti insonni per inseguire i pe­sci, a correre anche il pericolo di sconfinare nelle acque ter­ritoriali dei Paesi dirimpettai, con il rischio di essere cattu­rati, come accaduto tante volte, col sequestro del pescato e pesanti multe da pagare. Ma tutto questo fa parte del me­stiere, di una scelta di vita, del grande amore per il mare, che può capire solo chi lo condivide. «Quelli che lo amano - scrive Hemingway - ne parla­no male, ma sempre come se parlassero di una don­na... che concedeva o rifiutava grandi favori e se faceva cose strane e malvage era perchè non poteva evitarle». Ma le cose strane e malvage oggi non è più il mare a farle, ma gli uomini. Non è una donna a tradirli, ma nemici senza volto, in una guerra dal contenuti oscuri e indecifrabili. La pesca, ormai, è senza pace.
Felice de Sanctis - La Gazzetta del Mezzogiorno
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