Cosa provoca le due Italie
Pochi investimenti al Sud
29/12/2006 6.19.00
Il divario Nord Sud e lo sviluppo a macchia di leopardo che caratterizza da anni il Mezzogiorno ricevono una conferma dagli ultimi dati sulla situazione delle economie provinciali. Il riferimento è al Pil (prodotto interno lordo, l’insieme dei beni e servizi prodotti sul territorio nazionale in un determinato periodo) pro capite. In questa classifica le province pugliesi si ritrovano negli ultimi posti (Foggia addirittura penultima prima di Crotone), mentre Bari, pur inserita all'87° posto generale, è quarta nella classifica del Mezzogiorno. In questo sistema, come rileva il rapporto, la provincia più ricca (Bolzano) genera un valore aggiunto (l’incremento che deriva dalla trasformazione delle materie prime in prodotti finiti) che è oltre due volte e mezzo più elevato di quella più povera. Tra i fattori più importanti della crescita economica ci sono il capitale umano e quello sociale. Il primo, l’insieme delle conoscenze acquisite dalla popolazione in un determinato periodo, dipende dalla quantità e qualità dei processi formativi (istruzione scolastica e professionale). Il capitale umano è dato dalle risorse che un territorio, considerato come una collettività di persone, forma attraverso l’impiego di risorse finanziarie pubbliche e private. Il capitale sociale, e questo spiega il divario, è l’insieme di quelle relazioni virtuose e dei rapporti di fiducia che si creano in una collettività di persone, in questo contesto nascono e si sviluppano i rapporti economici che favoriscono la crescita e lo sviluppo. Insomma, le risorse destinate alla formazione e gli investimenti nel territorio, fanno la differenza tra un’area territoriale e un’altra. Finché il nostro capitale umano sarà costretto ad emigrare in zone del Nord per mancanza di posti di lavoro, non avremo quelle professionalità capaci di valorizzare le risorse di cui il territorio è dotato. Il ritardo di quest’area conferma l’insufficienza delle politiche economiche per superare questo dualismo territoriale. Nella Finanziaria c’è uno sforzo in più, la riduzione del cuneo fiscale, per tentare rilanciare gli investimenti. Ma i tempi per raggiungere l’unità economica dell’Italia restano ancora lunghi. La Gazzetta del Mezzogiorno - economia e finanza - 29.12.2006
Felice de Sanctis
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