Sgarbi, solito show a Barletta: Mancino è da arrestare
23/03/1994 15.12.00
Dal nostro inviato BARLETTA — Istrione, dissacratore, megalomane, Vittorio Sgarbi (nella foto con Previti e Dell'Utri) non si smentisce. In Puglia per sostenere la candidatura del registra Pasquale Squitieri della lista di Alleanza Nazionale, il critico d’arte si è esibito, come sempre, in uno show personale, un vivace monologo per un piccolo gruppo di supporter guidati da Giuseppe Tatarella e dal candidato locale avv. Gissi. Dispiaciuto per non aver avuto il bagno di folla («avrei parlato volentieri in piazza ad una massa di barlettani, sicuro che mi avrebbero applaudito volentieri, dopo che mi sono battuto per la creazione della nuova provincia»), Sgarbi ne ha avuto per tutti. I magistrati? «Sono prevalentemente delinquenti». Il giudice Caselli? «Un corrotto». Il ministro dell’interno, Mancino? «Un mascalzone, un criminale che va arrestato». Il presidente Scalfaro? «Orrido esponente della destra democristiana». Orlando? «Un mafioso». Caponnetto? «Personaggio disgustoso e inetto, un piccolo magistrato di provincia nel senso più volgare del termine». La Rete? «Un gruppo di criminali che hanno fatto morire Falcone». Bossi? «Un delinquente comune, pericoloso prototipo dell’involuzione della specie: dall’uomo alla scimmia». E così via. I magistrati, secondo Sgarbi, sarebbero «delinquenti per essere figli di forze politiche in maniera dichiarata e intollerabile, la maggioranza figli di una sola parte politica: la sinistra criminale. Questo è un dato di fatto che si verifica nel comportamento di Borrelli e di altri giudici. Tali forze politiche sono pericolose per la democrazia. Ci sono personaggi assolutamente privi di dignità come Violante e Orlando, un magistrato corrotto che si chiama Caselli, i quali si alzano insieme e inventano che la mafia vota “Forza Italia”, il partito di Berlusconi. E’ una cosa che lascia esterrefatti, si assiste impotenti ad una diffamazione stabile, che trova il suo punto di riferimento – cosa ancor più grave di qualunque mafia - in un mascalzone che si chiama Mancino, ministro dell’Interno, che va arrestato, non godendo più dell’ immunità parlamentare, per tutto quello che ha fatto». Sgarbi ha sostenuto che nel Parlamento «pieno di vigliacchi, di paurosi legati al poteri occulti che tenevano insieme l’orrido Scalfaro della destra democristiana e il Pds, si sono alzate poche voci (fra cui quella di Tatarella e la mia) per richiamare i principi di regolare democrazia», chiedendo le dimissioni di Mancino. Non ora, ma oltre sei mesi fa. L’ex parlamentare ha ricordato come non sia tollerabile che il ministro dell’Interno e il procuratore Borrelli parlino di sostegno della mafia a «Forza Italia», solo per sentito dire. «Questo magistrato fa il pettegolo», ha aggiunto. «Mancino va strangolato. La pena di morte, che io esecro, in certi casi potrebbe essere un suggerimento alla divinità perchè faccia morire d’infarto Mancino: sarebbe una soluzione non di pena, ma di naturale sviluppo della vita umana e della sua interruzione». Poi è toccato ad Orlando e Caponnetto. «Leoluca Orlando - ha sostenuto Sgarbi - ha un padre mafioso, avvocato della mafia, che ha fatto affari con la mafia, come lo stesso Pci ha indicato in una relazione parlamentare. Ma questo non impedisce che votino per il loro figlio, noto mafioso. La mafiosità di Orlando è intrinseca alla sua stessa faccia: è il prototipo della mafia, così come lo immagina un regista come Squitieri, che potrebbe assumerlo per un film sulla mafia affidandogli il ruolo non di mandante, ma di esecutore materiale». «Loro tentano di uccidere gli avversari insieme con quel criminale di Mancino, con quel magistrato privo del senso dell’equità che è Violante e di quel personaggio disgustoso e totalmente inetto che si chiama Caponnetto: un uomo che per 70 anni non ha fatto niente tutto il giorno e che diventa un personaggio sulla morte di Falcone e Borsellino, approfittando di una situazione favorevole. Lui, con quella faccia di vecchio malvissuto, si è candidato con i criminali della Rete che hanno fatto morire Falcone. Orlando, come ricordate, è stato l’uomo che ha impedito a Falcone lo sviluppo della carriera, tant’è che il magistrato ucciso dalla mafia non voleva più incontrarlo. Ecco cos’è Caponnetto, un piccolo magistrato di provincia nel senso più volgare del termine». Sgarbi ha poi annunciato che denuncerà per diffamazione il procuratore della Repubblica di Napoli, Cordova, per aver definito il capoluogo campano «capitale della camorra», criminalizzando tutta una città, invece avrebbe giustificato un suo collaboratore, Arcibaldo Miller, che aveva ricevuto un avviso di garanzia. Il registra Squitieri ha ascoltato attentamente Sgarbi. Forse avrà pensato che potrebbe essere un ottimo attore per un suo film. Applausi e autografi per il «divo», peccato che i suoi fans fossero troppo pochi e che si siano ascoltate più polemiche e insulti che politica. Sarà per la prossima volta.
Felice de Sanctis - La Gazzetta del Mezzogiorno
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