Pensioni, privilegi da potare
17/08/1999 10.49.00
Temporale estivo o avvisaglia di un nubifragio autunnale? Il nuovo allarme sulle pensioni arriva questa volta dalla Corte dei Conti ed è particolarmente drammatico: c’è il rischio che l’Inps non sia in grado di pagare le pensioni. Prima di Ferragosto "Il Sole 24 ore" ha pubblicato uno studio col quale si sosteneva il fallimento della riforma Dini e veniva preannunciato un ricorso massiccio quest’anno alle pensioni di anzianità: oltre 200mila, il doppio del ‘98. Insomma, l’Sos previdenza viene lanciato un giorno sì e uno no, alternato con quello per la disoccupazione giovanile. Forse questi ballon d’essai servono a preparare l'opinione pubblica ad un rigido inverno sul fronte pensioni. Contro la pioggia di notizia (complice anche la «pausa estiva» dell’economia) «allarmistiche» si sono scagliati i sindacati. Sul fatto che il «malato» sia grave, sono tutti d’accordo; è sulla terapia che sorgono i contrasti fra «decisionisti» (linea Amato) e «attendisti» (linea Cofferati). I primi sono per un intervento chirurgico immediato, affondando il bisturi nella piaga per evitare una possibile cancrena. I secondi ritengono che il malato, con la cura in atto, stia ottenendo significativi miglioramenti, in grado di permettergli di rinviare l’intervento al 2001. Non è un caso, forse, l’alternanza delle notizie sulle pensioni e sulla disoccupazione: l’intervento sul primo fronte potrebbe servire a spostare truppe («risorse») sull’altro. Ma se le cose resteranno allo stato attuale, è realistico prevedere che al sistema previdenziale occorrerà destinare risorse pari al 14% del Pil, tagliando altre spese pubbliche anche sul piano dell’occupazione. E si riproporrà l'assurda guerra giovani-anziani a vantaggio dei secondi: non solo un giovane sarà costretto a lavorare per mantenere un anziano, ma verranno anche tolti possibili fondi destinati allo sviluppo e quindi all’occupazione. Ecco perché si fa strada l’ipotesi di accelerare i tempi dell’intervento chirurgico, che ci chiede anche l’Europa. Per dare il buon esempio non sarebbe male che i parlamentari cominciassero a ridurre le proprie pensioni, tagliando anche i privilegi di altre categorie «protette». Altrimenti la gente non capirebbe. La gazzetta del mezzogiorno - 1ª pag. - 17.8.1999
Felice de Sanctis
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