L’ozio come stile di vita
02/08/2004 18.47.00
«Lavorare stanca», diceva amaramente Cesare Pavese. Oggi c’è chi sostiene che la pigrizia può essere anche una virtù anche «produttiva» e cita John Lennon e Yoko Ono che, restando a letto, composero grandi successi. L’inglese Tom Hodgkinson ha scritto un divertente volumetto, «L’ozio come stile di vita» in cui celebra la pigrizia, attaccando «la cultura occidentale del lavoro che ha schiavizzato, demoralizzato e depresso così tanti di noi». E rivaluta l’ozio (ricordate Orazio?) a scapito del capitalismo, dei benpensanti, dell’etica luterana e di quella dei consumi. Poi aggiunge che le persone mattiniere «non sono sane, ricche e assennate. Spesso sono malaticce, povere e stupide e sono al servizio di chi si alza tardi». Accidenti, amici iperattivi, se l’inglese ha ragione, è tempo di correre ai ripari, per evitare il rischio dell’imbecillimento. Noi giornalisti, siamo in pole position. Lo diceva Barzini: fare il giornalista?, sempre meglio che lavorare.
Felice de Sanctis - La Gazzetta del Mezzogiorno
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