Trasporti, forte peso sul costo della vita
Autostrade del mare, l’alternativa. Convention Grimaldi a malta sulla via marittima al risparmio
20/11/2005 12.23.00
Dal nostro inviato MALTA - A incidere sul costo della vita degli italiani contribuiscono anche e soprattutto i trasporti. L’aumento del prezzo del gasolio ricade direttamente sui consumatori finali attraverso i prezzi dei prodotti in commercio sia all’ingrosso che al dettaglio. Togliere dalla strada il maggior numero di camion, significa contribuire non solo a ridurre l’inquinamento atmosferico e ad aumentare la sicurezza, ma anche diminuire i costi di trasporto delle merci che possono essere dirottate via mare, con un’economia di scala non indifferente. E’ la politica che sta perseguendo l’Unione europea, incentivando la via marittima per riequilibrare l’attuale sistema dei trasporti che genera diseconomie e alti costi per la collettività sia in termini ambientali e di enorme spreco energetico, sia di congestione stradale con un crescente numero di incidenti. Se ne è parlato a Malta nella IX Euro-Med Convention «From Land to Sea», ideata e organizzata dal Gruppo amatoriale «Grimaldi Napoli» sul tema «L’integrazione economica europea: il ruolo delle Autostrade del Mare», per promuovere lo Short Sea Shipping, le cosiddette «Autostrade del mare» che vedono in prima linea il Tirreno e l’Adriatico, con le loro infrastrutture portuali e una cospicua rete di servizi marittimi di linea. La Convention ha visto la partecipazione del primo ministro maltese, Lawrence Gonzi, con gli altri rappresentanti del governo dell’isola i responsabili dell’industria, investimento e tecnologie informatiche Augustin Gatt e quello della competitività e delle comunicazioni Censu Galea, funzionari dell’Unione europea e i maggiori esperti europei nel settoe dei trasporti, della logistica, della portualità e del settore marittimo. «Il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti è da tempo impegnato a rilanciare i traffici marittimi, contribuendo a sostenere la nuova strategia tracciata dalla Commissione, consapevole della necessità di rendere l’Unione Europea capace di affrontare la concorrenza nel settore marittimo su scala internazionale», ha confermato il dott. Silvio Di Virgilio, Capo del Dipartimento per la navigazione e il trasporto marittimo e aereo. Oggi l’attenzione nazionale e Comunitaria si è spostata da un momento di promozione alla concreta realizzazione di linee e di infrastrutture per la realizzazione delle Autostrade del Mare. Il 20 aprile di quest’anno la Commissione Europea ha approvato la proposta presentata dall’Italia per sostenere l’aiuto agli autotrasportatori che utilizzano le vie del mare, nel tentativo di incoraggiare il trasferimento di mezzi pesanti dalla strada al mare attraverso la concessione, per tre anni, di sovvenzioni alle imprese di autotrasporto che utilizzano le vie mare». Purtroppo, nonostante l’attività di sviluppo del settore marittimo avviata dall’Italia con investimenti pubblici e privati per ammodernare la flotta e renderla competitiva, la domanda di trasporto via mare di autocarri non è cresciuta rispetto alle aspettative (la Grimaldi Napoli ha subito compreso l’importanza delle Autostrade del mare, operando grossi investimenti e avviando le prime linee nel Mediterraneo, nel Tirreno e in Adriatico). In questa prospettiva non mancano i problemi come quello delle lentezze burocratiche di Bruxelles nell’erogazione dei fondi, come ha sottolineato Manuel Grimaldi, amministratore delegato del gruppo armatoriale (determinante per la privatizzazione della compagnia statale Sea Malta, la cui maggioranza del 69,22% delle azioni è stata rilevata dall’Atlantica, società del gruppo partenopeo). Malgrado gli aumenti dei costi del gasolio, gli armatori napoletani se ne sono fatti carico, evitando aumenti delle tariffe, diversamente da altre linee di shipping che le hanno fatte lievitare anche del 35%. E questo per restare competitivi con strade, treni, aerei, mentre i cosiddetti «buoni ambientali», che dovrebbero attrarre i camionisti sulla via marittima, esistono ancora solo sulla carta. In conclusione, c’è ancora molto potenziale di traffico che si può trasferire dalle strade al mare ed è questo l’auspicio emerso a Malta, con un appello alla Ue ad incentivare e potenziare le politiche di sviluppo in questa direzione. La Gazzetta del Mezzogiorno - economia e finanza - 20.11.2005
Felice de Sanctis
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