Stessa spiaggia, non stessi prezzi
14/05/2006 10.21.00
Cari e rincari: caro euro, caro petrolio, caro-trasporti, caro-albergo, caro-bar, caro-pizza, caro-tutto. Questo è l’aggettivo che ci è, dolorosamente, più familiare, che disturba i nostri sogni e il nostro portafoglio. E, tanto per cambiare, in vista della stagione estiva, parte il tam tam del caro-spiaggia e caro-ombrellone: rassegniamoci, la tintarella ci costerà fino al 14% in più. Secondo le prime stime della Federconsumatori, ci vorranno dai 9 ai 12 euro per un ombrellone o un lettino, mentre resterà fermo ad «appena» 6-7 euro il prezzo della sdraio. Prezzi da sceicchi, altro che famiglia al mare tutto compreso! Cosa fare? Forse dovremo ritornare ai «mitici» anni ‘50 quando si caricavano sulla 500 la sedia pieghevole, il materassino, la tendina e l’ombrellone del supermarket (quello che non si apriva mai o che si chiudeva appena ti piazzavi nella sdraio: ricordate Fantozzi?). E già, perché con questi prezzi non ci resta che la gita fuori porta e la caccia al posto al sole in sempre più rare spiagge libere armati di un mega asciugamano (o di un grande telo da campeggio, più economico) e un banale, banalissimo ombrello, magari di quelli di moda sotto i quali ci piazzi tre teste e al prezzo di una. Gestori siete avvisati: stessa spiaggia, stesso mare, ma anche stessi prezzi o la risposta è l’ombrello. Anche contro la pioggia di aumenti. La Gazzetta del Mezzogiorno - 1ª pag. 14.5.2006
Felice de Sanctis
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