Miracolo: le Poste recapitano il futuro
Un signore romano ha ricevuto ieri una lettera col timbro di sabato prossimo
25/08/1998 23.01.00

FELICE DE SANCTIS
Meglio di Giulio Verne. Le Poste italiane stanche dell'accusa di essere lumache passano al contrattacco e inventano la "macchina del tempo". Una lettera con timbro postale del 29 agosto riesce così ad essere consegnata addirittura cinque giorni prima, il 24 agosto. Il fatto non è frutto di fantasia, ma è realmente accaduto a Roma, dove un signore si è visto recapitare ieri 24, una lettera con il timbro di arrivo "Roma Tiburtino 29 agosto 1998". Una vera e propria lettera dal futuro. Ma il signore, Nino Gullotta, che è presidente di un sindacato autonomo, il Confsal, si insospettisce e indaga. Scopre, così, che la "lettera dal futuro" era stata spedita addirittura "dal passato", il 27 luglio da Pescara, impiegando circa un mese (e qui siamo nella norma per le Poste italiane) per arrivare a Roma. Ed è subito giallo: come mai una lettera spedita il 27 luglio arriva il 24 agosto, ma col timbro del 29? L'ipotesi dell'invenzione della "macchina del tempo" da parte delle Poste dura lo spazio di un mattino e si affaccia quella della solita furbata all'italiana. Mettiamo un timbro postadato (non si fa così anche con gli assegni?), avrà pensato qualche solerte impiegato che ci tiene a salvare la reputazione dell'Ente, così, calcolando qualche altro "normale" giorno di giacenza, la lettera arriverà in ventiquattr'ore e le Poste ci faranno una bella figura. Purtroppo per lui, per una volta le Poste sono state più veloci ed è saltato fuori il trucco. Il sindacalista ha informato il Codacons, una delle associazioni dei consumatori e insieme hanno denunciato le Poste per eventuale "truffa e falso in atto pubblico". Non va dimenticato, infatti, che i timbri postali sono un'attestazione pubblica e quindi fanno fede fino a querela di falso. Non è forse vero che per i concorsi, le domande di assunzione, le raccomandate di vario tipo viene esplicitamente indicato che per la scadenza "farà fede il timbro postale"? "La spiegazione - aggiungono al Codacons - può essere soltanto nel caos denunciato e ammesso dalle Poste romane in questo mese di agosto". Che ne dice Passera, un bravo manager che sta tentando la quasi impossibile impresa di rendere efficienti le Poste italiane? Già in passato avevamo suggerito alle Poste di lasciar perdere la concorrenza con le banche, con la vendita di Bot e azioni, e le aspirazioni alla finanza, per tentare almeno di far bene quello che è il loro compito istituzionale: recapitare la corrispondenza in tempo utile (non tutti possiedono un fax). Per la "macchina del futuro" c'è ancora tempo. La Gazzetta del Mezzogiorno - 1ª pagina - 25.8.1998

Felice de Sanctis
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