Nuova sfida
08/08/2000 20.15.00
FELICE DE SANCTIS Pragmatismo lombardo («Meglio una ragazza così e così, ma oggi, di una Claudia Schiffer, forse, domani») e passione per la new economy fanno di Lorenzo Pelliccioli (foto), il «patron» di Seat Pagine Gialle, un imprenditore di successo. Il team con Roberto Colaninno, «principe» di Telecom e Tin.it (braccio operativo su Internet) ha permesso di costruire un nuovo colosso (ancora in fasce, ma già scalpitante) nel settore multimediale che ha come obiettivo quello di diventare uno dei pilastri dell’on-line in Italia. E il tandem Pelliccioli-Colaninno con l’acquisto di Telemontecarlo di Vittorio Cecchi Gori aspira a diventare il terzo polo televisivo italiano, acanto alla Rai e a Mediaset. Troppo piccola (e indebitata) per aspirare da sola a rappresentare l’alternativa ai due colossi televisivi, Tmc con questa operazione si garantisce uno spazio nel settore della multimedialità e, chissà, anche il sogno di fondersi con una rete Rai in caso di privatizzazione. C’è chi considera questo il vero obiettivo dell’operazione strategica di Colaninno (foto), il quale festeggia così il suo primo anno di acquisizione della Telecom con un’altra operazione audace in grado di stupire il mondo della finanza pur abituato anche ai tripli salti mortali. Perciò definire brillante questa iniziativa è alquanto riduttivo, soprattutto se si guarda all’altra società protagonista dell’affare, la torinese Seat, ex elemosiniera dei partiti fino a qualche anno fa, divenuta oggi detentrice dell’Oscar aziendale di Mediobanca per la maggiore redditività: 26mila miliardi di capitalizzazione grazie alle «Pagine Gialle» e al motore di ricerca « Virgilio» e alla Buffetti, acquisita recentemente. La new economy entra così di prepotenza nel capitalismo italiano e si lancia nel settore televisivo abbinando Internet (e il commercio elettronico) con la tv, su esempio del colosso Usa «America Online» che si è alleato con il gigante della tv via cavo e del cinema «Time Warner-Cnn». La magnifica coppia di imprenditori italiani aveva già tentato in passato di avviare un accordo con la tv di Stato per creare Rainet, società mista con 4mila miliardi di valore. Poi la cosa non è andata in porto e ora il tandem ci riprova con Tmc. Ecco perché l’operazione piace alla maggioranza di centro-sinistra, che spera di ridurre l’influenza del capo dell’opposizione Berlusconi, ma non è gradita al Polo per lo stesso motivo. Ma la guerra di queste ore, con un fuoco di fila di proteste da parte di Mediaset e dei partiti del Polo, probabilmente è stata ordinata dal Cavaliere preoccupato più che delle conseguenze politiche, di quelle finanziarie dell’accordo. Berlusconi teme una forte concorrenza proprio sul piano commerciale: le Pagine Gialle, infatti, «controllano» un’enorme rete di piccole aziende e un’immensa platea di consumatori. Troppo rischio per un venditore professionista come il Cavaliere, per non scendere in campo con tutti i suoi eserciti. La Gazzetta del Mezzogiorno - 8.8.2000
Felice de Sanctis
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