PERSONAGGI - Un pensionato molto speciale
Luigi Giribaldi, finanziere d'assalto
20/11/2000 10.22.00
Se chiamate il suo ufficio a Montecarlo (nella foto, una veduta) vi accoglierà la colonna sonora del film "La stangata", musichetta d'attesa del suo centralino. Se lo incontrate per le strade del regno di Ranieri potreste scambiarlo per un miliardario texano del petrolio: anello vistoso, immancabile bracciale d'oro, camicia sportiva appariscente. Se gli chiedete quale attività svolge, vi risponderà: pensionato. In realtà è questa la sua "condizione" ufficiale, basta chiedere notizie all'Inps: pensionato dal settembre '85 con un reddito di 29.486.600, diviso in 13 mensilità da 2.268.200 lire. Ma Luigi Giribaldi, 75 anni, torinese di nascita (Casalmaggiore, in provincia di Cuneo) e monegasco di adozione, "finanziere d'assalto", "raider per vocazione", "scalatore di Borsa", è un pensionato miliardario grazie ai blitz che in questi anni gli hanno fatto guadagnare centinaia di miliardi di plusvalenze con l'acquisto e la vendita di ricchi pacchetti azionari. Il "nonno terribile" della finanza italiana, che ha fatto tremare De Benedetti all'epoca delle scalate alla Cofide (rastrellando oltre il 20% del capitale) e alla Cir (con oltre l'8%) e costringendo l'Ingegnere a un'onerosa blindatura del controllo delle due società, costata ben 300 miliardi, ora sta tormentando il sonno di Cesare Romiti, con l'acquisto dell'11% dell'Hdp e l'acquisto, secondo indiscrezioni, dell'8% di Gemina (ieri il titolo è volato al +9%). E al "Cesarone" aveva già dato filo da torcere con la scalata della Snia (insieme con un altro vecchietto terribile, Cornelio Valetto, 79 anni, patron della Saiag, mille miliardi di fatturato, stabilimenti in Italia e all'estero, perfino in Cina) allo scopo di disturbare il manovratore l'ex capo della Fiat che puntava al controllo della società. Romiti, senza nominarlo, lo ha attaccato sul Sole 24 Ore: "Non intendo giocare con gli scalatori". Ma il raider gli ha risposto in modo laconico: "La verità è che Romiti non ha i soldi per vincere questa partita...". Questo singolare personaggio, "mina vagante" della Borsa italiana, temuto e rispettato a Piazza Affari, nasce come imprenditore nel dopoguerra sposando la figlia del proprietario della Traco, all'epoca una piccola ditta di trasporti milanese. Lavorando sodo riesce a trasformare l'azienda in un marchio leader nel settore delle spedizioni private e a diventare l'"uomo più liquido di Torino", dopo Agnelli. Giribaldi non si ferma e nel 1989 vende la Traco al colosso australiano Tnt per 400 miliardi. Si ritrova così un bel capitale e comincia a guardare ai mercati finanziari. Dalla sua "fortezza" monegasca compra e vende con grande rapidità, alla stessa maniera di Michael Douglas nel film "Wall Street". E' la logica del "mordi e fuggi". Al "grande vecchio", che colleziona Ferrari, Rolls Royce e orologi da favola, non interessa il controllo delle società, ma la speculazione borsistica finalizzata alla plusvalenza. Oggi è la persona fisica che ha più liquidità tra quelle che operano in Borsa, con più di mille miliardi da puntare sulle varie piazze. L'ultima sua preda è stata la "Rotondi Evolution", marchio del gruppo Trussardi. Ha combattuto con i giganti della finanza e ha sempre vinto, non nel controllo delle società, ma in favolosi guadagni cash. Sembra divertirsi a giocare in Borsa e dispensa consigli agli amici sugli investimenti migliori. E i fondi? "Sono ottimi strumenti - ha dichiarato - danno eccellenti soddisfazioni a rischi ridotti. Soprattutto quelli specializzati che investono di volta in volta sulle aree e i mercati ritenuti migliori. Ma non fanno per me: troppo facili, mi annoierei". Ci vuole ben altro per eccitare il vecchio terribile della finanza: magari pensa per domani a scalare la Fiat? Chissà.
Felice de Sanctis - La Gazzetta del Mezzogiorno
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